Il 17 settembre 2026 torna ErrePomeriggi, il ciclo di incontri musicali e presentazioni editoriali promosso da Erremusica. Per la sua tredicesima stagione, dal titolo Pomeriggi in Biblioteca, l’appuntamento inaugurale mette insieme tre linguaggi che raramente si incontrano nello stesso pomeriggio: la fotografia, l’editoria musicale e un concerto olfattivo.
Non è un caso che la direzione artistica, curata anche quest’anno da Carla Rebora, abbia scelto di aprire la stagione con un evento a più voci. Da tredici anni ErrePomeriggi promuove collegamenti eterogenei fra le arti e ricerca un pubblico attento e versatile.
Un vernissage per raccontare il jazz di Torino: la mostra di Stefano Barni
Ad aprire la giornata sarà il vernissage di Torino città del Jazz, la mostra fotografica di Stefano Barni. Torinese classe 1962, Barni si definisce un “appassionato di belle note e scatti” più che un fotografo di professione: da venticinque anni segue i concerti jazz della città con la macchina fotografica, inseguendo luci, ombre e soprattutto emozioni.
Nel 2019 ha fondato insieme ad alcuni amici il Collettivo Fotografi Jazz Torino, un gruppo di appassionati nato senza finalità commerciali, con l’unico obiettivo di condividere la passione per l’ascolto e la ricerca dell’immagine giusta. Il 2026 è stato un anno importante per Barni: ha vinto il concorso internazionale Jazz World Photo con uno scatto scattato al Blah Blah di Torino nel marzo 2025, durante un concerto della jazz-core band romana Zu.
Le fotografie in mostra raccontano proprio questo: la scena jazz torinese degli ultimi anni, i musicisti, i club, l’energia dal vivo. Un ritratto fotografico della città vista da chi la frequenta da un quarto di secolo con lo stesso entusiasmo del primo concerto.

Due libri, due modi diversi di raccontare la musica
La seconda parte del pomeriggio sarà dedicata all’editoria musicale, con una doppia presentazione.
“Miles Davis. 65 vite dalla A alla Z” di Guido Michelone
Il musicologo Guido Michelone presenta il suo volume dedicato a Miles Davis (Arcana), pensato con un’idea insolita: raccontare i 65 anni di vita del trombettista — nato ad Alton nel 1926, morto a Santa Monica nel 1991 — attraverso 65 voci in ordine alfabetico, una per ogni anno vissuto. Il libro attraversa dischi, concerti, collaborazioni (da Charlie Parker a Gil Evans, dai due storici quintetti con John Coltrane e Wayne Shorter fino alla svolta elettrica) e restituisce un Davis meno raccontato nelle biografie tradizionali: non solo il “Principe delle Tenebre” del jazz, ma un artista che ha attraversato più rivoluzioni sonore nell’arco di un solo ventennio.
“Sinestesie” di Federica Bertot ed Emanuele Sartoris
Il secondo volume, edito da Da Vinci Publishing, è legato a doppio filo al concerto della serata: 60 pagine tra parti musicali e guida all’interpretazione del progetto Sinestesie, firmato dai due pianisti che a seguire saliranno sul palco.

Il concerto: quando il pianoforte incontra il profumo
Il momento centrale della giornata è Sinestesie, un concerto per pianoforte a quattro mani che nasce da un’idea fuori dal comune: tradurre in musica quattro fragranze create da Donato Ciniello per Extrò.
Il programma alterna quattro brani (Extrò, Cashmere, Danza, Salina) ciascuno ispirato a un profumo diverso, che i due pianisti interpretano oscillando tra scrittura composta e improvvisazione libera, con un linguaggio che affonda le radici nel jazz. Non è un semplice espediente di marketing sensoriale: è un progetto editoriale a tutti gli effetti, pubblicato da Da Vinci Publishing, che invita chi ascolta a ragionare sul rapporto tra le arti, più che a limitarsi a un concerto tradizionale.
A eseguirlo sono Federica Bertot ed Emanuele Sartoris, un duo che il progetto lo ha portato anche al Torino Jazz Festival e al La Tur Jazz Festival (quest’ultimo con Umberto Petrin come ospite).
Federica Bertot studia pianoforte fin da bambina con il padre, si diploma al Conservatorio “Vivaldi” di Alessandria con Andrea Carcano e Sergio Marchegiani, entrambi con lode, e oggi è direttrice e insegnante dell’Associazione Musicale Mario Bertot. Accanto all’attività concertistica coltiva un percorso parallelo in psicologia e musicoterapia, collaborando con la Cooperativa Sociale La Forma dell’Acqua di Torino e ideando progetti come Musik macht frei, dedicato al potere della musica nella storia.
Emanuele Sartoris si forma al Conservatorio di Torino, dove si diploma e si laurea in Composizione e Orchestrazione Jazz con il massimo dei voti. Ha suonato con nomi come Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Eugenio Finardi e Gianluigi Trovesi, e il suo disco Notturni, inciso con Daniele di Bonaventura, è stato inserito da Jazzit tra i cento migliori album del 2021 a livello mondiale. È anche divulgatore: ha insegnato al Conservatorio di Torino e oggi cura la rubrica “La storia del jazz” per l’emittente Byoblu.
Non solo un pomeriggio: una stagione da seguire
Questo è solo il primo appuntamento della tredicesima stagione di ErrePomeriggi, il ciclo che da tredici anni Erremusica dedica alla musica, all’editoria e agli incontri culturali a Torino. Chi frequenta questi pomeriggi lo sa: ogni tappa è diversa dalla precedente, e perdersene una significa perdere un’esperienza che non si ripete.
Segui il sito e i canali social di Erremusica per non perderti i prossimi incontri della stagione, in arrivo nelle prossime settimane. E se ascoltando Federica Bertot ed Emanuele Sartoris ti è venuta voglia di sederti anche tu al pianoforte, i corsi di pianoforte di Erremusica sono aperti a tutte le età, dai primi approcci fino ai livelli più avanzati: puoi richiedere una lezione di prova gratuita per scoprire se è il percorso giusto per te.



